LE GAZZELLE DELL'ALFA ROMEO

LE GAZZELLE DELL'ALFA ROMEO

Lo stemma dei “Nuclei Radiomobile” dei Carabinieri 
con la classica immagine della gazzella in corsa.

La Casa del Portello e l’Arma dei Carabinieri, una collaborazione che dura dal secondo dopoguerra quando tutte le “Gazzelle” avevano il marchio Alfa Romeo. A cominciare dalle Giulietta e dalla sua discendente diretta, la Giulia.

L’Alfa e i Carabinieri hanno il loro primo incontro negli anni ’50, quando l’Arma adottò nel suo parco auto la “Matta” (o 1900 M), così denominata per le sue notevoli doti fuoristradistiche.

Fu un veicolo appropriato per le esigenze del tempo. Il servizio di pattugliamento e di controllo del territorio nazionale, disastrato ancora dai terribili anni della guerra, richiedeva l’utilizzo di mezzi idonei ed affidabili come la nuova fuoristrada dell’Alfa Romeo che adottò la meccanica delle 1900 opportunamente modificata.

Sempre negli anni ’50, nacque la prima “Gazzella”, ovvero la Giulietta TI, sulla quale, insieme alle “Matta", vennero installati i primi impianti di radiocollegamento che preludevano al nascente “Servizio Radiomobile”. Questo servizio aveva il compito di combattere la malavita che a cavallo degli anni ‘50 - '60 assunse dimensioni molto preoccupanti. I fuorilegge disponevano ormai di automezzi veloci ai quali occorreva opporne altri, altrettanto veloci ed affidabili. 

L’occasione arrivò con la Giulia TI del 1962, una vettura di nuova concezione che coniugava grandi prestazioni con elevate doti di affidabilità, caratteristiche necessarie per i gravosi compiti dei nascenti "Nuclei Radiomobile". 

Da quel momento, numerose furono le “Gazzella” dell’Alfa prese in carico dai “Nuclei Radiomobile”. Per citare solo le più famose, dopo le Giulia, nelle versioni TI e Super, arrivarono negli anni ’70 le Alfetta. Vetture sostituite poi negli anni ’80 dalle Alfa 90 e dalle 75, sempre motorizzate con propulsori di 1,8 litri.  Negli anni ’90 fu poi la volta delle 155 e delle 156, vetture, quest’ultime,  che stanno per essere progressivamente sostituite dalle stupende 159. 

Oltre a tali mezzi “operativi”, l’Arma adottò anche altri veicoli della Casa del Biscione, impiegandoli in compiti meno gravosi. Basti ricordare i veicoli commerciali come i furgoni Romeo e F12. Ma questa è un'altra storia…

Nella foto soprastante, la 1900 M (denominata anche A.R. 51 o A.R. 52, a seconda 
della versione).Prodotta dal 1952 al 1954, venne realizzata su specifiche
ministeriali per sostituire le jeep statunitensi di cui erano state dotate nel
dopoguerra le nostre forze armate e quelle dell’ordine.

Il motore è quello della 1900: 4 cilindri bialbero di 1884 cm3 (A.R. 52: 1975 cm3) di 65 CV (norme CUNA) alimentato da un solo carburatore monocorpo. La trasmissione è posteriore mentre quella anteriore è inseribile con comando meccanico.

La carrozzeria è di tipo torpedo con telone impermeabile. Prestazioni: velocità massima: 105 km/h; pendenza massima superabile 120% (50°); consumo medio: 15 litri/100 km; peso in ordine di marcia: 1250 kg.(Foto Centro Documentazione Alfa Romeo).

Nella foto, la Giulia TI dei Carabinieri non ancora in versione definitiva. 
Da notare la grande sirena esterna che sarà sostituita da due potenti sirene
che troveranno posto dietro le griglie dei fari interni, elemento distintivo
delle Giulia dei Carabinieri (foto Centro Documentazione Alfa Romeo).
La Giulia TI ritratta
qui sopra, appartiene alla prima versione che venne prodotta dal 1962 al 1965.
E’ dotata di un motore a 4 cilindri bialbero di 1570 cm3 che, alimentato da un carburatore
doppio corpo, eroga 90 CV (norme IGM). La trazione è posteriore. La vettura si pose al
vertice della propria categoria per i suoi caratteri di modernità: carrozzeria aerodinamica
a coda tronca, spazi interni generosi, ampio bagagliaio.







Grazie alle sue doti, la Giulia TI consentiva di effettuare lunghi tragitti ad elevata velocità e con il migliore confort. Prestazioni: velocità massima: 169 km/h; consumo medio: 10,4 litri/100 km; peso in ordine di marcia: 1060 kg.

1963: presso lo stabilimento Alfa Romeo del Portello vengono organizzati 
i primi corsi per autisti Carabinieri (foto Centro Documentazione Alfa Romeo).



Le Giulia TI-Carabinieri in versione definitiva (foto Centro Documentazione Alfa Romeo). 






1969: un imponente schieramento di “Gazzelle” ritratto sul piazzale stoccaggio-vetture 
della fabbrica Alfa Romeo di Arese(MI), (foto Centro Documentazione Alfa Romeo).







La Giulia Super “Biscione” del 1969 ritratta all’esterno della fabbrica Alfa Romeo di Arese:
questa “Gazzella”, ancora senza antenna e impianto radio, si distingue esternamente dalle
Giulia TI per il faro d’ispezione sul tetto (foto Centro Documentazione Alfa Romeo). La Giulia Super qui ritratta, venne prodotta dal 1969 al 1972. Fu impropriamente
denominata “Biscione” per il caratteristico emblema visconteo presente sul montante
posteriore del tetto. Rappresenta la massima evoluzione della Giulia TI: offre un grado
superiore di rifinitura, oltre che prestazioni ancora più brillanti. La vettura ha un
abitacolo del tutto ridisegnato con gli schienali dei sedili posteriori separati.

Esternamente, si notano le profilature cromate sotto la battuta inferiore delle portiere e al centro del cofano. Le prese d’aria alla base del parabrezza hanno sviluppo longitudinale anziché trasversale. Diverso anche il cruscotto con strumentazione circolare e rivestimento in legno della plancia. Modificato anche il frontale, sempre a doppi fari, ma dotato di calandra con grigliatura nera e cinque elementi profilati cromati. Il motore è sempre un 4 cilindri bialbero di 1570 cm3 che, alimentato da due carburatori doppio corpo, eroga 104 CV (norme IGM). Rispetto alla Giulia TI è dotata di comando idraulico della frizione, barra antirollio posteriore e cerchi ruote da 14” con pneumatici a sezione allargata. Prestazioni: velocità massima: 175 km/h; consumo medio: 11,1 litri/100 km; peso in ordine di marcia: 1020 kg.

Qui sopra, due immagini dell’Alfetta, la nuova “Gazzella” degli anni ’70 con i 
caratteristici lampeggiatori sul tetto  (foto Centro Documentazione Alfa Romeo). 
L’Alfetta qui ritratta appartiene alla prima versione, prodotta dal 1972 al 1975.
Ha una carrozzeria più compatta della 1750, vettura che sostituisce. La linea, con
la parte frontale raccolta e la coda voluminosa, concilia sportività e capacità di
carico e offre un abitacolo confortevole anche per cinque persone. Oltre che per la
linea innovativa, l’Alfetta ha una meccanica fuori dagli schemi, che non trovano riscontro
in nessun altra berlina di grande serie dell’epoca: motore anteriore e gruppo
frizione-cambio al retrotreno, per un ideale distribuzione dei pesi. Inoltre: avantreno
con elementi elastici a barra di torsione con sterzo a cremagliera e piantone regolabile.
Al retrotreno, ponte De Dion con freni entrobordo, vicini al differenziale, per consentire
una forte diminuzione delle masse non sospese.vIl motore è un 4 cilindri bialbero di
1779 cm3 alimentato da due carburatori doppio corpo che eroga 122 CV (norme IGM).
Prestazioni: velocità massima: oltre 180 km/h; consumo medio: 11,5 litri/100 km;
peso in ordine di marcia: 1060 kg. 

Nel 2006 viene presentata alla stampa la 159 versione Carabinieri. 
Raccoglie il testimone dalla gloriosa 156. La linea della vettura interpreta
con maestria il dinamismo Alfa ma nell’uniforme dell’Arma risulta ancor più aggressiva.
Viene scelta per le sue doti tecniche: motore potente e schema delle sospensioni al top
della categoria.








Le 159 Carabinieri, come quelle di serie, hanno una ricchissima dotazione dedicata alla sicurezza e al comfort. L’allestimento di base viene integrato con dotazioni specifiche: le 159 “blu notte” sono parzialmente blindate e con vetri antisfondamento. I sedili posteriori sono completamente isolati dall’abitacolo con una paratia blindata per consentire il trasporto in sicurezza di persone tratte in arresto. All'esterno, sul tetto, ci sono i dispositivi elettroacustici, le luci blu di emergenza, un faro orientabile e un pannello luminoso, a scomparsa, integrato aerodinamicamente nella carrozzeria. La 159 è dotata di apparati di comunicazione, navigazione e trasmissione in dotazione ai Carabinieri. Oltre che di apparati di acquisizione dati, come il lettore automatico targhe. Da notare lo speciale serbatoio carburante che nasconde al suo interno speciali sfere di maglia in lega di alluminio per escludere qualsiasi pericolo di esplosione. Questa 159 è equipaggiata con il 2.4 JTDM 20v da 200 CV. Il potente turbodiesel Multijet a 5 cilindri e 20 valvole, abbinato ad un cambio meccanico a sei marce, offre prestazioni ai vertici della categoria: velocità massima 228 km/h, 0-100 km/h in 8,4 secondi. 

NOTA PER GLI ALFISTI
La sezione di Arese dell’Associazione Arma dei Carabinieri nacque  per merito del 
responsabile della Sicurezza del locale stabilimento Alfa Romeo, già maresciallo dell’Arma.
L’iniziativa ebbe grande successo e venne accolta con entusiasmo da tutti i colleghi in
congedo, la stragrande maggioranza alle dipendenze dell’Alfa con mansioni di vigilanza
nello stabilimento di Arese. A testimonianza della passione alfista, si può ammirare nel
loro sito quest’immagine, la bellissima ma impossibile Alfa Brera nei classici colori dei
Carabinieri. 

Si ringrazia per la collaborazione il Dr. Marco Fazio di Automobilismo Storico Alfa Romeo.

Luigi Giuliani

l.giuliani@abilitycar.org

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